Epilogo al Cammino: Carlo, vieni a Ponte con noi!

Per arrivare a Ponte di Legno, e portare così a termine il Cammino di Carlo Magno, dovremmo risalire verso la parte alta di Temù in località Lecanù e riprendere il sentiero verso Villa Dalegno per poi da lì scendere a Ponte. Controllo le tracce GPS: dovrebbero essere circa 4-5 km, proprio una passeggiata con un modestissimo dislivello.

Ma siccome a noi piace cambiare i piani a sorpresa e abbiamo voglia di boschi, decidiamo di prendere sottobraccio il Magno Carlo e fuggire con lui.

Dalla stazione a valle della seggiovia Roccolo Ventura, risaliamo fino al rifugio omonimo a 1.733 m slm.

stazione a valle

Soffro le altezze, i vuoti, gli strapiombi, i passaggi su ponti alti e viadotti: decisamente la seggiovia non è un mezzo che mi è congeniale. In due parole: ho paura.

Ma ho sempre sostenuto che le paure si vincono, o quantomeno si guardano in faccia come in una Sfida all’OK Corral . Là dove il grande Kirk Douglas dice “Si gioca con le carte che ci hanno dato”, io qui rispondo con un “Ok, queste sono le mie carte, questa è la mia vita. Giochiamola al meglio!” e con piglio deciso (più o meno) mi avvicino all’entrata della stazione e guardo i movimenti armonici di chi si mette in posizione, attende il divanetto per quattro e…oplà, in un attimo è seduto e già in volo verso la cima.

Sto pensando a come io potrò essere altrettanto agile, con uno zaino pesante mio e una bimba con zaino a sua volta. Mah…

Provo a terra il mio passo di danza e poi si va, decisa (più o meno). Mento all’addetto della seggiovia, a cui dico che per me è la prima volta, così che si impietosisce e mi accompagna fino alla zona dell’oplà.

“Mamma, dammi la mano, così ti faccio coraggio.”

In un attimo sono seduta, la protezione abbassata, la mano di mia figlia stretta nella mia.

Non posso dire di essere proprio rilassata, ma cerco di godermi il panorama e il silenzio del bosco che corre sotto i miei piedi.

L’arrivo alla stazione a monte si conclude con una risata da scampato pericolo; non credo agli oroscopi, nemmeno li leggo, ma sono un segno di terra: qualcosa vorrà pur dire.

stazione a monte

Al Rifugio Roccolo Ventura non c’è nessuno; ci fermiamo a chiacchierare con la barista, davanti ad un caffè (non amo il caffè, ma qualcosa di trasgressivo qui ci sta!).

Bello questo luogo, mi piace: c’è il silenzio giusto.

Rifugio Roccolo Ventura

Ci andavo, da ragazzina, a sciare; la montagna qualche volta mi ha vista, studiata e liquidata con un “Le faremo sapere”.

La montagna d’inverno continua a non farmi innamorare, lo sci nemmeno, esclusa una parentesi di sci di fondo (ma quella è un’altra storia).

Mi sono scoperta, invece, molto in sintonia con la montagna d’estate: la frescura, i silenzi, i boschi pieni di profumi.

Dal Rifugio prendiamo il largo sentiero in discesa che ci porterà fino al laghetto di Valbione e alla Capanna omonima.

Scendiamo lungo i tornanti che si snodano nel bosco, di cui apprezzo odori e colori.

il gigante e la bambina

A metà percorso abbiamo anche modo di vedere alcuni dei manufatti della Guerra Bianca in Adamello: si tratta di postazioni militari, trincee, grotte e ricoveri utilizzati dalle truppe per trovare riparo durante i lunghissimi inverni durante la Prima Guerra Mondiale.

Arrivate a Valbione ci concediamo altri due passi attorno al lago, stendiamo le salviette sotto un albero e ci riposiamo.

Lago (da pesca) di Valbione

Al Rifugio Valbione ci sfamiamo con un piatto di salamella, wurstel, zucchine grigliate e patatine.

Una foto ricordo al punto-cuore ed è già ora di tornare, laggiù a Ponte di Legno il bus ci aspetta per riportarci a Edolo e da lì prenderemo il treno per Brescia.

E’ sempre difficile chiudere un Cammino, che non è fatto solo di passi, chilometri e dislivelli, ma soprattutto di un bagaglio di emozioni. Questo è il peso più importante che si porta sulle spalle. E il mio zaino è sempre pesante.

Un ringraziamento doveroso, di cuore, va ancora una volta ad Andrea Grava e Antonio Votino. Per il lavoro immane di tracciatura, per l’entusiasmo e la tenacia che li hanno animati e per il lavoro che continuano a fare.

Un grazie anche a quanti porteranno i propri passi in questa splendida Valle Camonica e la racconteranno, come una fiaba alla fine della quale…

“tutti vissero felici e contenti”

Per informazioni:

http://www.camminodicarlomagno.it

Gruppo Facebook”Amici della Via Valeriana dal Lago d’Iseo alla Valle Camonica”

http://www.facebook.com/groups/196478467814144

http://www.turismovallecamonica.it

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