Alta Via delle Grazie: la Piccola Santiago.

“Si va via, per tornare”

Dacia Maraini

14 Luglio 2019: a distanza di un anno, si torna sui passi dell’Alta Via delle Grazie.

Il Convento dei Frati Cappuccini di Sovere é l’abbraccio che ti accoglie quando torni a casa, l’angolo magico che ognuno di noi aveva da bambino, il luogo dove tutto quanto, dentro il nostro caos quotidiano, si sistema.

Convento dei Frati Cappuccini – Sovere
Convento dei Frati Cappuccini – Sovere

Convento dei Frati Cappuccini – Sovere

L’arrivo è in lentezza, un sabato pomeriggio di sole che accarezza ma non disturba: io, Loredana, i nostri figli e i nostri passi di chiacchiere e risate. Lasciamo a casa l’auto e scegliamo treno, bus e una bella camminata: viaggiare con lo zaino in spalla, conferisce un altro sapore al nostro arrivo.

Qui a Sovere ritrovo i sorrisi, la condivisione, la gioia di una lunga tavolata che diventa cerchio di energia buona: ricarica l’esterno, acquieta l’interno.

La piccola Santiago.

Il timbro della credenziale; i rituali, quelli belli.

Ritrovo Serena, Gabriella, Renato e qualche altro viso conosciuto; incrocio nuovi sorrisi e nuove storie.

Porto un po’ di me. Incontro l’Altro.

È come se, seduti a questa cena comunitaria, ci tenessimo tutti per mano.

Dopo la buonissima cena, gestita dai ragazzi del Convento, e la presentazione da parte di Gabriella della finalità di solidarietà che accompagna questi due giorni, caliamo il sipario.

L’indomani il risveglio è un tripudio di cinguettii.

La colazione nel refettorio riaccende le nostre luci cerebrali e dà una sferzata allo stomaco: un bel pieno di energia!

Siamo pronti a partire.

“Avere nelle scarpe la voglia di andare, avere negli occhi la voglia di guardare…” (Lucio Battisti)

Iniziamo da subito a seguire le frecce: qui inizia la nona tappa dell’Alta Via delle Grazie, di cui percorriamo la prima tratta fino a Lovere.

Costeggiamo il perimetro del Convento, scendendo lungo un sentiero.

Il percorso è quasi interamente su sterrato, immerso nella natura, pochi i tratti su asfalto.

La segnaletica adesiva e le frecce blu ci guidano.

Un dolce saliscendi che si fa più impegnativo quando imbocchiamo la deviazione per il Santuario di San Giovanni.

Ma il panorama da lassù ripaga tutta la fatica!

Si cammina nel bosco, si fanno incontri, si cammina soli, in compagnia, in silenzio o tra chiacchiere e risate; ci si raccontano pezzi di vita, esperienze; si aprono i cuori. Ce n’è per tutti.

Lovere si avvicina; raggiungiamo il Santuario delle Sante Capitanio e Gerosa e da lì, percorrendo in discesa i pittoreschi vicoli, arriviamo all’imbarcadero.

Santuario delle Sante Capitanio e Gerosa

Il Lago, con i suoi colori e i suoi contrasti, rende questa giornata meravigliosa e riempie gli occhi di bellezza.

La pausa pranzo è nel Parco di Villa Milesi.

Dopo la pausa, il gruppo risalirà a Sovere chiudendo ad anello la camminata.

Io e la mia coda di viandanti, invece, ci imbarchiamo in direzione Iseo.

Una traversata spettacolare.

Si torna a casa, nonostante i treni soppressi per lo sciopero di Trenord e grazie al buon cuore di chi è venuto a recuperarci.

Ma…sarei rimasta qui. ❤ Mi credete?

6 risposte a "Alta Via delle Grazie: la Piccola Santiago."

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  1. Credo che i cammini siano davvero tanti e tutti pieni di significato. Avevo già sentito di questo percorso ma tu l’hai raccontato davvero bene e la tua foto sorridente dice tutto.

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