Cammino di Carlo Magno_da Capo di Ponte a Malonno.

Anticipo la sveglia del mattino, l’insonnia aiuta. Mi attende il treno che da Brescia mi porterà a Capo di Ponte, da dove riprenderò il Cammino di Carlo Magno risalendo la Val Camonica.

Una domenica di sole, luminosa, l’aria è ancora fresca. Una prosecuzione di passi, oggi in compagnia di Antonio Votino e Andrea Grava. Avere il privilegio di poter camminare con i creatori e curatori di questo cammino è un regalo che accolgo con gioia. Grata.

Sonnecchio fino a Darfo Boario, dove mi raggiungono i compagni di passi: presentazioni ufficiali (con Andrea ci conoscemmo a Nadro, sulla terza tappa) e sintonia immediata. Sarà una giornata di pochi silenzi e tanti racconti.

A Capo di Ponte iniziamo subito a salire verso la Chiesa delle Due Sante, riportandoci sul tracciato del Carlo Magno, innestandoci sulla seconda parte della terza tappa. Da qui il programma della giornata sarà Grevo (fine della terza tappa) e prosecuzione fino a Malonno (sulla quarta tappa).

Ho deciso, proseguendo verso Ponte di Legno (fine del cammino), di spezzare le tappe ufficiali: per godere con tranquillità dei territori che attraverso, che sono sempre più uno spettacolo per gli occhi e il cuore, e per assecondare il mio corpo, che in questo periodo chiede ascolto e riposo.

La Chiesa delle Sante Faustina e Liberata, nota come Chiesa delle Due Sante, è purtroppo chiusa, ma da qui lo sguardo spazia sull’imponenza della Concarena, che, sul versante opposto della Valle, ci fa compagnia. Stupenda.

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la Concarena

Narra la leggenda, il miracolo delle Due Sante: gli abitanti di Serio scamparono ad una rovinosa alluvione per intercessione delle Sante Faustina e Liberata e del Vescovo Marcello, che interposero le mani per fermare un enorme masso diretto verso la Chiesa e così deviare il corso delle acque verso il fondovalle: i paesani, rifugiati nella Chiesa, miracolosamente si salvarono, mentre il paese venne travolto dall’alluvione.

All’interno della Chiesa – mi racconta Andrea – è presente un masso erratico con il calco delle sei mani di Faustina, Liberata e Marcello. Bisognerà tornare a visitarla.

Chiesa delle Due Sante, Capo di Ponte

Il cammino prosegue in salita tra ruscelli e boschi meravigliosi.

In località Deria ci fermiamo in sosta di conoscenza all’Agriturismo Il Riccio.

Gianmaria, il proprietario, ci accoglie con il sorriso e ci racconta il progetto di allestire una zona del grande giardino con tende sospese, per ospitare anche chi desidera dormire più a contatto con la natura. Spettacolo!

Andrea, Gianmaria, Antonio

Un luogo meraviglioso; prendo nota, anche qui dovrò tornare e fermarmi.

Agriturismo Il Riccio
Agriturismo Il Riccio

Proseguiamo attraverso un bosco di castagni secolari e casette di pietra.

Il bosco ristoratore ci rivela incisioni rupestri funerarie di più recente epoca, rispetto a quelle incontrate sulle tappe precedenti, ma pur sempre interessanti.

Nel centro abitato di Grevo ci intratteniamo a scambiare due parole con la gente del posto, per poi proseguire in risalita verso Andrista.

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Madonna di Loreto, Grevo

L’ingresso ad Andrista è a livello della Chiesa di Nazzaro e Celso, con il suo cimitero, che racconta storie di vita e di famiglie che vissero tra questi monti.

Andrista è un pittoresco borgo, noto per la tradizione del Badalisc, un essere mitologico che vive nei boschi, catturato nei primi giorni di gennaio e portato in paese; dopo il discorso goliardico del Badalisc, il mostro viene liberato nuovamente nei boschi fino all’anno successivo.

il Badalisc
Andrista
Andrista
Andrista

La Val Camonica tutta è ricca di leggende e tradizioni curiose, tramandate da generazione a generazione.

Quanto a noi tre pellegrini in cammino, una comoda panca in legno, proprio nella piazzetta principale del borgo, ci accoglie per uno spuntino e per controllare il descrittivo.

Qualche fotografia ad immortalare nei ricordi il nostro passaggio, e via che si prosegue.

Ancora il bosco ci accoglie e ci regala frescura.

L’incontro con Ivana e sua figlia è una piacevole sorpresa, e rafforza la fiducia e la stima nei confronti di chi si prende cura di questo cammino nascente, con entusiasmo e sacrificio.

Si prosegue oltre e il paesaggio cambia ad ogni passo.

Procediamo verso Berzo Demo, sempre con un occhio di controllo alla segnaletica.

Dove c’è anche un solo piccolo dubbio, si provvede ad aggiungere una freccia coronata rossa e bianca, segnavia caratteristico del Cammino di Carlo Magno, insieme ai triangoli rossi.

Oltrepassata la Sorgiva dei Saradelli, inizia il bosco ferito: ancora tanti sono gli alberi abbattuti dal maltempo violento dello scorso autunno.

Il percorso è comunque ottimamente segnato, grazie all’opera tempestiva di Antonio e Andrea, e costantemente revisionato. Impossibile perdersi.

L’uscita dal fitto bosco si apre su un panorama che lascia senza parole.

Ancora bosco, ancora controllo della segnaletica.

Scendiamo con piacevole passeggiata fino al Ponte delle Capre; a questo punto il Cammino verso Edolo prosegue dritto, lungo la ciclovia dell’Oglio. Io scelgo di deviare a sinistra, risalendo verso il centro abitato di Malonno, dove ho in programma di passare la notte al B&B Il Pettirosso, da Eva. Si rivelerà essere un’ottima scelta.

Saluto i miei amici di cammino, che rientrano alle loro case, e mi concedo il meritato riposo.

Domani ripartirò da sola alla volta di Edolo.

Grazie, Antonio. Grazie, Andrea.

Per informazioni:

Homepage

Gruppo Facebook “Amici della Via Valeriana dal Lago d’Iseo alla Valle Camonica”

http://www.facebook.com/groups/196478467814144

http://www.turismovallecamonica.it

http://www.trenord.it

 

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