Caminho de Fatima_tappa 3, da Alvorge ad Albarrol (e ritorno ad Ansião)

Dopo una notte al freddo e caratterizzata dai molti risvegli, giri e rigiri litigando con il sacco a pelo, raccogliamo il nostro bagaglio e ci incamminiamo verso la piazza del paese.

Victor ci aspetta per la colazione, a base di pane e formaggio e galão, e per le foto ricordo.

La tappa di oggi è breve, solo 13 km, e ce la prendiamo con tutta calma.

Il paesaggio è spruzzato di bianco, bellissimo e freddo.

Camminiamo sempre immerse nella natura, attraversando anche zone con alberi caduti.

Ad Ansião arriviamo all’ora di pranzo e ci fermiamo in una pastelaira per fare uno spuntino e assorbire un po’ di calore. La giornata è splendida e nelle ore centrali regala una temperatura che invoglia a lasciarsi coccolare dal tepore del sole; cosa che facciamo, prima di affrontare gli ultimi 3 km che ci porteranno ad Albarrol, dove ci attendono Steve e Rose in un Albergue a donativo. O così crediamo noi…

Scopriamo che l’accoglienza presso l’Albergue Ibon è in un’ala della “casa” normalmente occupata da Steve e Rose e i loro due figli, ma che d’inverno, essendo priva di riscaldamento e molto dotata di sfoghi d’aria, preferiscono trasferirsi nei due camper che stazionano in giardino.

Rose ci accoglie in una casetta di pietre a vista, con travi in legno e sottotetto…ehm…arioso.

Il bagno è fuori.

Tutto molto bello. Se fosse primavera. Se di notte la temperatura non scendesse sotto lo zero. Se ci fosse la possibilità di avere acqua calda. Se la stufetta in soggiorno scaldasse qualcosa oltre la teiera appoggiata sopra. Se…

Approfittiamo dell’ultimo sole per scaldarci in giardino. Ma il tarlo di un’altra notte al freddo inizia a lavorare.

Dopo un paio d’ore e un tea caldo, ringraziamo Rose e decidiamo di tornare ad Ansião e cercare lì un luogo per la notte; proseguire oltre Albarrol non è possibile, il sole sta per tramontare e la prossima accoglienza è a di 13 km, 3 ore abbondanti di cammino. Abbiamo solo il tempo per rientrare ad Ansião, prima che faccia buio e servano le torce per muoversi sui sentieri.

Troviamo un’unica alternativa presso un ristorante che funge da affittacamere anche per i pellegrini in transito; la stanza è piuttosto fredda, ma almeno ha quattro pareti e un soffitto; la pompa di calore proverà a fare il suo lavoro per tutta la notte, invano; non c’è acqua calda e dobbiamo rinunciare a lavarci.

Troviamo poco lontano un locale dove poter consumare una cena al caldo; un buon mezzo litro di vino, aiuta.

Lo stomaco è soddisfatto.

Domani tappa lunga, con l’aggiunta anche dei 3 km “persi” oggi.

Due coperte doppie e si prova a dormire.

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