Via del Trasimeno: tappa 6, da Castiglione del Lago a Isola Maggiore

Ultima tappa della nostra Via del Trasimeno: oggi si riparte da Castiglione e, passando per Tuoro, si arriva con il traghetto sull’Isola Maggiore.

Il percorso è quasi totalmente su sterrato, gran parte lungo la ciclopedonale del Trasimeno, che imbocchiamo dopo un ultimo saluto a Castiglione e alla sua Rocca Medievale.

Si cammina adiacenti al Lago, che con le luci e il silenzio di prima mattina, appare in tutta la sua magia.

La ciclopedonale mette in moto i piedi e i pensieri, e inevitabilmente chiede silenzio.

Dopo la solita pausa pranzo, riprendiamo il sentiero fino a che davanti ai nostri occhi si apre il panorama forse più bello di queste giornate.

Qui Annibale passò con i suoi schieramenti e, in quella nota come Battaglia del Trasimeno, colse di sorpresa le legioni romane facendo strage di più di 15.000 soldati.

Non si lasciò di certo incantare dalla bellezza del luogo, che merita una sosta ragionata oltre che sentita con il cuore.

L’arrivo all’imbarcadero di Tuoro ci permette di avere l’agio anche di riposarci, prima che attracchi il traghetto che ci porterà sull’Isola.

A Punta Navaccia, all’ombra di enormi tigli, lasciamo scorrere lenta un’ora di attesa.

Isola Maggiore è una delle tre isole presenti nel Lago, insieme alla Minore e alla Polvese; in un perimetro di 2 km vivono residenti 15 abitanti.

Sbarchiamo al porto di Isola nel primo pomeriggio e, presa postazione nella nostra accoglienza per la serata/notte, ci mettiamo davvero poco a capire quanto sia inquietante dover vivere qui. 15 abitanti non ben localizzati, e noi 2.

Percorriamo l’unica via, che si stempera poi in una serie di sentieri che ci permettono di raggiungere la Chiesa di San Michele Arcangelo sulla sommità, i luoghi francescani, la Chiesa di San Salvatore, la Chiesa del Buon Gesù. Tutto in un pugnetto di passi.

Chiesa di San Michele Arcangelo

Chiesa di San Salvatore

Chiesa del Buon Gesù, interno

Chiacchiero volentieri con una signora del luogo, intenta a lavorare il merletto, e mi faccio raccontare il suo quieto vivere, così fuori dal tempo anche per noi che in questi giorni abbiamo camminato lenti e lontani dallo stress quotidiano.

Qui anche San Francesco vi trascorse 40 giorni di digiuno e preghiera; il suo giaciglio e una statua ne ricordano il passaggio ed emozionano.

Terminato il giro dell’Isola, ripartito l’ultimo traghetto alle 19, ci guardiamo in giro e solo un’anziana passeggia con il bastone lungo l’unica via.

L’atmosfera è davvero surreale.

Arriviamo al pontile, due passi ancora per ingannare il tempo fino all’ora di cena.

La signora Silvia del Ristorante Oso ci attende per la cena ed aprirà solo per noi. Così come solo per noi ha aperto le porte della sua accoglienza, in convenzione con la Via del Trasimeno.

Le attività, poche peraltro, chiudono con l’ultimo turista della giornata, che se ne va con l’ultima corsa del traghetto.

Oggi noi restiamo qui.

15 + 2

Domani si va. Si va per tornare.

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