Via del Trasimeno: tappa 5, da Villastrada a Castiglione del Lago

Dopo una notte travagliata, senza una cena dignitosa per mancanza di cibo e l’impossibilità di cucinare quel poco che ci portiamo appresso, ripartiamo da Villastrada. La colazione al bar Sport ci rimette in sesto il fisico, ma oggi resto di poche parole per gran parte della giornata. Chiusa nei miei pensieri, cammino…

Rifletto da un lato sul potere curativo del camminare, dall’altro sulle deflagrazioni interiori che innesca.

Ci vuole una forte determinazione per affrontare se stessi nel cammino: si è lì, nudi e senza difese, cadono le barriere, ci si guarda dentro. E ci vuole coraggio. Non tutti sono in grado di affrontarlo. Non tutti ne escono indenni.

Camminare per lunghi tratti e per più giorni consecutivi, immersi nella natura e a volte anche nel nulla, guarisce e logora allo stesso tempo.

Italo Calvino scriveva che:

“Il camminare presuppone che ad ogni passo il mondo cambi in qualche suo aspetto, e pure che qualcosa cambi in noi”

Se questo non accade – aggiungo io – camminare è cosa vana.

La tappa di oggi è interamente agreste, e decidiamo quindi di fare una deviazione dal percorso, creando una nostra traccia che ci farà risparmiare 6-7 km a fine giornata.

Seguiamo una strada in mezzo ai campi, che ci porterà al paesello di Sanfatucchio e da qui, attraverso Pucciarelli, Palazzetta, Pescia e Ranciano, riagganciamo la traccia ufficiale alle porte di Vitellino.

Il tragitto, per quanto monotematico, regala squarci d’immenso, cappellette votive e curiose statue.

Transitiamo ai margini di aziende agricole e di casali silenziosi; rare le presenze umane sul nostro cammino oggi.

Castiglione del Lago svetta in lontananza sul suo promontorio e ci guida nella direzione da seguire.

Attraversiamo il sottopasso ferroviario e rientriamo nel mondo trafficato, fatto di auto che sfrecciano, semafori, autobus e camion.

L’accoglienza di fine tappa è oggi all’Hotel Trasimeno; solito rituale del pellegrino, troviamo una lavanderia a gettoni dove fare il bucato grosso e poi via verso il centro storico.

Non si può non lasciarsi incantare dai colori e dai profumi dei prodotti del territorio: delizie per gli occhi e per il palato!

Un ultimo sguardo al tramonto, attraverso Porta Senese, e si rientra per la cena e il riposo.

35.013 passi e 24 km

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