Via del Trasimeno: tappa 3, da Panicale a Città della Pieve

“Poesia breve umbra: si sale, si scende, si sale, si scende.”

L’inizio di giornata è subito tutto in salita, per raggiungere, dalla nostra accoglienza, il borgo storico di Panicale. Nella quiete del primo mattino è ancora più bello: è davvero un paese che si fa fatica a lasciarsi alle spalle.

Voltarsi indietro è d’obbligo ed è un regalo che ci facciamo.

La salita é faticosa: anche se l’aria è fresca e il cielo coperto, stamattina mi porto addosso gli strascichi di un’emicrania che mi ha spossato nel fisico e nello spirito. Ed è tutto più rallentato, i passi pesanti, la testa “balorda”.

Si abbandona quasi subito, appena fuori dal paese, la strada asfaltata e si procede lenti e silenziosi, tra vigneti e uliveti.

La strada bianca lascia il posto al sentiero nel bosco: un meraviglioso bosco di castagni, che ci accompagnerà per gran parte del tragitto fino a Paciano.

Paciano, a ragione incluso nei borghi più belli d’Italia, è un gioiellino che raggiungiamo staccandoci dal sentiero principale e scendendo per un paio di km. Dislivello che sappiamo già dovremo poi ripercorrere per riportarci in quota. Ma è un prezzo che si paga volentieri, di fronte alla bellezza del borgo che attraversiamo in tutta la sua lunghezza, da Porta Perugina fino a Porta Fiorentina.

Un curioso “negozietto” attira la mia attenzione, ed è qui che mi soffermo a scambiare due chiacchiere con il signor Bruno, artista-pittore costretto sulla sedia a rotelle da una malattia non ben definita, eppure tenacemente attaccato alla vita e alla sua arte.

Bisogna però proseguire, anche oggi i km sono tanti e i dislivelli importanti.

Ci allontaniamo da Paciano, salendo lungo una strada bianca che non lasceremo fin quasi alle porte di Città della Pieve.

Gli ultimi km, tassativamente in salita, sono nel bosco.

E si entra così, dopo una giornata davvero faticosa, nella piazza del paese: patria dello zafferano e di Pietro Vannucci detto il Perugino.

Arriviamo alla meta quasi trascinandoci, oggi. Davvero tanta stanchezza si è accumulata; il terzo giorno di cammino, chissà perché, é sempre uno scoglio da superare. Ma ci attende Suor Angelica, presso l’accoglienza delle Suore Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario: luogo di pace e di serenità.

34.765 passi e 22 km

A domani.

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