“Alta Via delle Grazie: insegnami tu, come volare…”

Un sabato di lavoro che scorre veloce, il pensiero va già al cammino che mi attende l’indomani; un cammino nuovo, inaugurale, un cammino che fin nel nome ha il potere di “sollevarmi”: “Alta Via delle Grazie”.

Un cammino-pellegrinaggio che, nella sua completezza, collega 17 Santuari Mariani presenti in Valle Seriana e si snoda lungo 315 km suddivisi in 12 giorni, con un percorso ad anello che inizia e termina nella splendida città di Bergamo, attraversando scenari spettacolari delle Valli Orobiche.

In viaggio con Loredana ci regaliamo un’oretta di chiacchiere, il tempo di raggiungere Sovere, dove nella splendida cornice del Convento dei Cappuccini ci accingiamo a trascorrere un weekend di sana spensieratezza, raggiunte poi da Serena, in armonia con la Natura Madre che ci circonda. Un luogo che incanta e avvolge i sensi in quella pace, smarrita ahimè nei ritmi cittadini…qui tutto prende forma, la forma di un abbraccio.

Siamo forse una trentina di pellegrini che alloggeremo qui per la notte, accolti uno ad uno da Gabriella Castelli, fautrice insieme a Giambattista Merelli di questo Cammino, splendida nella sua veste di hospitalera, perfettamente a suo agio con timbri e credenziali; ha negli occhi quella luce speciale di chi il Cammino (questo e quello di Santiago più volte) l’ha non solo percorso, ma anche vissuto e sentito fin nel profondo, e in questa valle e su queste montagne che sono casa sua, oggi e domani vedrà muovere i primi passi da più di 100 pellegrini. L’emozione di una madre che lascia la piccola mano del suo bimbetto e lo guarda allontanarsi di qualche metro. Essere qui con lei è un grande privilegio, le inaugurazioni di un cammino sono sempre momenti vibranti. Questa sera è ancor più carica di emozione per la presenza a sorpresa di Padre Ernesto di Güemes, arrivato direttamente dal Cammino di Santiago del Nord, dove Gabriella fu dapprima pellegrina passante e poi lavorante.

Gabriella Castelli con Padre Ernesto

Dopo la Messa, la cena comunitaria é pagina di condivisione importante e di valore, i ragazzi della comunità, che qui vive, si prendono cura di noi tutti in maniera straordinaria: sempre disponibili, sempre con il sorriso, apparentemente mai stanchi. Ringraziati più volte, lo ripeto ancora: mai abbastanza. Sono stati meravigliosi!

La notte ci avvolge silenziosa e fresca, ai margini del bosco.

Domani ci attende la tappa inaugurale: da Castione della Presolana a Sovere, con rientro al Convento. Sulla carta 22 km.

Un fiume di persone, di colori, di sorrisi. I numeri parlano di 150 persone, difficile fare una stima precisa. Siamo tanti e, che dire…siamo “belli”. La bellezza di chi cammina in semplicità, di chi si riconosce pur non conoscendosi.

Padre Ernesto in spagnolo benedice questo nuovo cammino, dicendo che “Tutti i cammini hanno una grande forza e una grande bellezza. Da noi a Güemes, tutte le sere ci si ritrova per raccontare il significato e la storia del Cammino. Ieri sera mi è stato presentato quello dell’Alta Via delle Grazie e credo che questo cammino diventerà molto importante.”

E via! Si parte in leggera salita verso il borgo di Rusio, dove le montagne ci accolgono in tutta la loro bellezza.

La giornata è meravigliosa, seguiamo le frecce sempre ben visibili.

Attraversiamo l’abitato di Dorga, mescolandoci ai turisti, e raggiungiamo il Santuario di Lantana, in posizione panoramica davvero impagabile.

Santuario di Lantana

Timbro della credenziale, un breve discorso di benvenuto e di notizie storiche relative al Santuario e siamo pronti a ripartire.

timbro della credenziale

Ci attende la spettacolare discesa lungo la Valle di Tede, tanto bella quanto a rischio di scivoloni sulle pietre ancora bagnate dalla pioggia della sera prima.

inizio della discesa nella Valle di Tede

Il cammino prosegue alternando scenari straordinari, vallate aperte ora verdi, ora bruciate dal sole, strade bianche ghiaiose, sentieri a mezza costa.

All’Agriturismo Fattoria della Felicità ci fermiamo per una pausa, poi ritorniamo sui nostri passi: prima bosco, poi scendiamo e si succedono via via paesini dormienti dal nome curioso…Onore, Songavazzo, Cerete (Alto e Basso) con i loro Santuari, a volte siamo fortunati e ne troviamo qualcuno aperto.

Santuario della Natività – Cerete

Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo – Cerete

Il rientro è lento e per me faticoso, troppi km in discesa si fanno al solito sentire nelle ginocchia; procedo cercando di non piegarle, alcuni si organizzano per rientrare con delle auto di appoggio, ma io stoicamente, a passo di lumaca, tengo duro e procedo.

Arriverò al Convento Cappuccino in coda a tutti, il rinfresco di benvenuto ha finito il primo giro e sospetto anche il secondo…ma tant’è, i ragazzi come al solito ci accolgono con il sorriso e ci invitano al ristoro. Da qui non si vorrebbe più andar via…e infatti tiriamo le 20 come niente!

Torno a casa con le ginocchia incriccate, le anche cigolanti, le spalle non hanno portato gran peso ma chissà…fanno male anche quelle per solidarietà con il resto del corpo.

Eppure…eppure…Alta Via delle Grazie, mi hai insegnato a volare! A presto.

Per informazioni sul cammino:

pagina Facebook Alta Via delle Grazie https://www.facebook.com/altaviadellegrazie/

Gruppo Facebook Amici dell’Alta Via delle Grazie https://facebook.com/groups/altaviadellegrazie/

2 risposte a "“Alta Via delle Grazie: insegnami tu, come volare…”"

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