Via Flavia_tappa 1: da Lazzaretto (Muggia) a Bagnoli della Rosandra

“L’uomo semina un pensiero e raccoglie un’azione; semina un’azione e raccoglie un’abitudine; semina un’abitudine e raccoglie un carattere; semina un carattere e raccoglie un destino. L’uomo costruisce il suo avvenire con il suo proprio pensare ed agire. Egli può cambiarlo, perchè ne è il vero padrone.”

Sivananda

Partenza all’alba, con gli occhi ancora gonfi di sonno, quel poco dormire che viene da una notte di ultimi preparativi, quel “si parte!”, ma fino all’ultimo resta sempre l’incertezza del quotidiano che può mettere i bastoni tra le ruote.

Determinazione e dolcezza saranno le parole guida di questo nuovo cammino che mi porteranno all’estremo Est, sul confine Italo-Sloveno; partenza da Lazzaretto (TS) e poi via verso Ovest, attraversando Muggia, Caresana, San Dorligo della Valle, Crogole, Bagnoli della Rosandra, la splendida Trieste, Miramare, Sistiana, Duino, Monfalcone, Marina Julia, Fossalon, Grado, Isola di Barbana, fino ad arrivare nella storica Aquileia.

5 giorni intensi di cammino, 110 e più km di scenari e panorami incredibili e diversissimi.

Un pensiero, un’idea cresciuta in testa mesi fa, studiata e coccolata. Ora diviene azione. Ora diviene destino. Si parte!

Dopo 300 km in auto, con Silvia, mia compagna in questo cammino, arriviamo a Cervignano del Friuli, dove prendiamo il treno per raggiungere Trieste e a seguire il bus linea 20 per Muggia, dove ad attenderci incontriamo Renato, il “Boss”, che ci accompagna fino a Lazzaretto al cippo di partenza della Via Flavia e camminerá con noi fino a Muggia Vecchia.

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È subito sintonia, come se ci si conoscesse da sempre. Attraversiamo la strada e i cardi selvatici mi fanno l’occhiolino, con i capolini ancora piccoli e chiusi. E già trovo il mio filo conduttore, il mio “perché”. Il cardo ha un significato forte nel mio percorso: ha rimandi alla mia infanzia, é robusto e spinoso, ma quando esplode nelle sue infiorescenze sembra quasi un piumino, delicato e morbido. C’è mamma lì. E anche stavolta è qui accanto a me. Sorrido e mi commuovo. A me basta sempre poco.

Silvia e Renato hanno il passo deciso, riescono a chiacchierare animatamente, io in salita arranco, procedo piano, lo zaino pesa e devo ancora assestarmi. La tappa di oggi è lunga ed ha difficoltà 4 (su 5), ma il nostro motto, che ci ripeteremo come un mantra a più riprese, è “tanto c’è chiaro fino alle 20″…quindi piano piano si va.

In un alternarsi di asfalto e sterrato e di saliscendi, improvviso si apre di fronte a noi il mare in tutta la sua bellezza.

Si procede sul sentiero che si inoltra poi nel bosco, in cui si possono vedere ancora delle cisterne per la raccolta delle acque.

Arriviamo a Muggia Vecchia, al Santuario Basilica di Santa Maria Assunta, luogo di pace straordinaria e da cui si può godere del panorama che ci mostra quello che sarà il nostro cammino dei prossimi giorni. Lo sguardo spazia all’orizzonte, e sembra tutto così lontano, così impossibile…

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Basilica Santuario Santa Maria Assunta – Muggia Vecchia

Qui ci salutiamo con Renato, che torna sui suoi passi, mentre io e Silvia, dopo una pausa ristoratrice e la visita dell’interno della Basilica, riprendiamo verso Muggia.

 

Incontriamo la Chiesetta di San Sebastiano, e procedendo lungo gli ampi gradoni arriviamo a Muggia.

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Chiesa di San Sebastiano

Usciamo dal paese e seguiamo le indicazioni sempre molto ben visibili; al bivio per Santa Barbara, scegliamo la via più ripida…convinte di aver scelto quella più semplice! La salita, il caldo e la stanchezza si fanno sentire. Fortunatamente arriva il bosco a regalarci un momento di frescura.

 

Passiamo accanto al cartello che segnava il confine con la Slovenia: solo 15 mt da qui.

Si scende seguendo il sentiero e la segnaletica per i Laghetti delle Noghere.

Superiamo tratti di fango e ricominciamo a salire, vediamo un campanile che si avvicina: è il paesino di Caresana, dove ci fermiamo a bere alla fontana e a scambiare poche parole con due ragazzini che giocano in strada.

Oggi è tutto un saliscendi, siamo stanche anche per il viaggio che abbiamo sulle spalle dal mattino presto.

Finalmente Dolina e San Dorligo della Valle! Bagnoli della Rosandra, la méta di oggi, è vicina! La signora Gabriella, la nostra affittacamere, ci viene incontro gli ultimi 800 mt e, vista l’ora, ci accompagna direttamente al Rifugio Premuda per la cena.

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Rifugio CAI Mario Premuda

Distrutte. Felici.

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