Valtenesi, da castello a castello, funambola sul filo del Perdono.

É proprio vero che tutto quel che ci accade è legato da un filo sottile, su cui noi camminiamo in equilibrio, a volte precari, a volte decisi, verso una destinazione dai contorni sfumati e che prende forma tanto quanto noi, di noi stessi, prendiamo consapevolezza. Come se rendersi consapevoli della nostra interiorità, rendesse limpida la via dentro di noi e anche la strada davanti a noi.

Mi sorprendo ancora a sorridere con me stessa delle “coincidenze” che la vita mi regala. So bene che coincidenze non sono. E mi sento doppiamente grata per questo.

Oggi il sole fatica ad uscire, ma sono fiduciosa e, invece del mio solito cappellino da pellegrina, ne inforco uno color giallo fiordicicoria e parto alla volta della Valtenesi.

Destinazione Pratello di Padenghe del Garda (Brescia), dove lascio l’auto nel comodo parcheggio vicino al bellissimo Agriturismo Pratello.

20180408_090818-1.jpg

Percorro via Levrini, risalendo il centro abitato, e svolto a sinistra verso la chiesetta.

Subito dopo la Chiesa, a destra, la strada scende: è una zona con tante case nuove in costruzione, probabilmente fino a non molto tempo fa c’erano campi e bosco.

Seguo le indicazioni per Eremo di Betania, che ho letto essere un luogo di accoglienza e di preghiera situato lungo il percorso che mi porterà al Castello di Padenghe, prima tappa della mia camminata di oggi.

Procedo al solo rumore dei miei passi, ed è musica che, soprattutto di primo mattino, adoro.

A Betania scambio due parole con alcuni ragazzi seduti sotto il portico, e chiedo il permesso di scattare alcune fotografie.

“Pace e gioia” credo sia l’augurio più bello che io possa portare nel cuore in questa domenica di cammino. Una domenica per me particolare: porto una persona a me cara nel cuore, una persona che sta vivendo proprio in queste ore un importante e felice passaggio di vita; non posso esserle vicina fisicamente, mio malgrado, ma lo sono così, a modo mio. A modo nostro. Oggi cammino con lei.

Procedo dunque lungo la strada che scende a destra dell’Eremo di Betania fino ad arrivare sulla strada asfaltata, attraversata la quale, poco più avanti sulla destra, imbocco la via di accesso per l’ingresso al Castello.

Il panorama si lascia immaginare, c’è foschia stamattina, ma il lago è comunque bello: la penisola di Sirmione si allunga lì davanti. E in un attimo realizzo di essere già stata qui, anni fa. Non ricordavo più! Quelle cose che dimentichi in un cassetto, poi cerchi altro e inaspettatamente le ritrovi. Un regalo che oggi posso apprezzare, con serenità d’animo.

20180408_093601.jpg

Il Castello di Padenghe è un rifacimento dell’edificio originario, che risale al IX e X secolo; come tutti i castelli della Valtenesi, è posto su un’altura per poter avvistare il pericolo ed è circondato da alte mura in ciottoli. All’interno del castello si trovano abitazioni disposte su tre file parallele, costruite insieme alle mura.

Mi soffermo ancora qualche minuto a godere del panorama e poi, sul retro del castello, seguo il sentiero 801B che mi porterà dapprima su una spianata con vista lago meravigliosa e poi a scendere verso la strada asfaltata.

Percorro un breve tratto per poi deviare nuovamente seguendo l’indicazione per la Chiesa di Sant’Emiliano e l’Eremo di San Disma. Arrivo all’ora della celebrazione della Messa ed entro.

20180408_100524-2.jpg

Trovo una comunità gioiosa e accogliente. Don Rinaldo nell’omelia parla del Cammino di Santiago (anche qui!) e del potere del Perdono. Sorrido pensando alle coincidenze e al lavoro che con me stessa sto facendo da alcuni anni…il potere del Perdono, la gioia che ne viene, la serenità. É un caso che sia capitata in questa chiesetta in mezzo alle colline, affacciata sul lago, ad ascoltare un prete che mi conferma che sto facendo un buon lavoro? Ancora il filo che lega gli eventi. Ancora la sensibilità del saper cogliere ciò che la vita ci presenta. Ancora, grazie.

Al termine della funzione mi fermo a scambiare qualche riflessione con il Don e scopro che qui hanno l’abitudine di fare sempre un piccolo rinfresco a fine Messa: qualche dolcetto, patatine, un salame appena affettato, caffè. Che bel modo di stare insieme! Non c’è la fretta del voler tornare a casa. C’è la bellezza della condivisione. Mi invitano e mi aggrego volentieri. Mi sento pellegrina accolta.

20180408_112934.jpg

La piacevolezza del viandare è fatta dal non avere orario. Ma devo rimettermi in cammino, anche perché, nonostante le distanze di oggi non siano eccessive, non ho ben chiaro il percorso, le indicazioni che ho raccolto sono lacunose, procedo a intuito e a naso.

Attraverso il vigneto antistante la Chiesa di Sant’Emiliano, attraverso la strada e mi porto sul lato opposto imboccando via Calvino, che percorro in tutta la lunghezza seguendo segnali improbabili: sará l’orario, sará la fame che inizia a farsi sentire…

Abbandono la strada asfaltata, serpeggiando tra campi e boschetti, cascine semideserte, e cascine abbandonate del tutto.

20180408_115511.jpg20180408_120437.jpg20180408_121339.jpg

Supero un agriturismo in disuso, che mi mette un filo di tristezza, e inizio a scendere dalla collina, intravedendo in lontananza il profilo del castello di Drugolo.

Arrivo fin sotto le mura. Dentro non si può entrare, è un Castello privato, in fase di ristrutturazione, proprietà del barone Lanni della Quara.

Giro attorno al Castello e decido di proseguire oltre, fino a raggiungere la strada provinciale poco distante e poi da lì studiare una via alternativa per tornare a Pratello.

Al crocevia trovo un Monastero Cristiano Ortodosso, purtroppo chiuso, e poco più avanti un volontario degli alpini che presta assistenza lungo il percorso di una gara ciclistica che transita su questa strada e faccio una chiacchierata anche con lui.

Riparto e, per evitare la statale, mi infilo su un sentiero che in linea d’aria dovrebbe portarmi verso Pratello. Dovrebbe.

Punto verso il lago come il rabdomante punta verso l’acqua e insomma…incontro pure un gregge di lama, ma poi a Pratello ci arrivo e chiudo il cerchio.

Anche oggi porto a casa un bel cestino pieno di regali.

Namasté.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: