Cammino inglese per Santiago, tappa 4

11 Agosto, 2016 – (da Minho a Betanzos)

Oggi percorso volutamente leggero, per dare modo al mio fisico (e alla mia mente) di ricaricarsi per il lungo e ripido tragitto di domani da Betanzos a Bruma.

Cammino in solitaria anche oggi per gran parte della mattinata. Faccio staffetta con un pellegrino francese zoppicante: ogni tanto sparisce, poi ricompare. Mi saluta ogni volta che mi vede…forse non ha capito che sono la stessa persona. Anche se…a pensarci bene…si dice “il cammino ti trasforma”. Mi sento molto mutante oggi. Vado via a passo e cuor leggero, ma con il francese claudicante gioco facile.

Il clima in Galizia é quel che non ti aspetti: il mattino fa veramente freddo, mi stratifico con tutto ciò che ho, ma in certi tratti, con il vento che punge, ancora non basta. Quando poi arriva il sole, puoi stendere tutto il bucato appeso allo zaino e, tempo di fare una curva, ed è tutto asciutto e stirato. 

Alterno boschi meravigliosi e tratti di vallate e campagna. Le argentee foglie degli eucalipti non finiscono mai di stupirmi: colore, profumo…ti parlano frusciando. E chissà quanti altri pellegrini hanno visto passare. Ma poi…gli alberi vedono? Pensano? Che parlano già lo so. Più stai dentro nel bosco, più lo respiri, più lo catturi con lo sguardo, più comprendi che…sì…c’è una grande anima nella natura. Che tutto può, tutto vede. Perché non è che il prolungamento della tua. In un meraviglioso cerchio perfetto. 

Mi fermo spesso lungo il mio cammino: mi sembra di non avere abbastanza occhi per raccogliere tutto quanto e allora guardo tutto due volte. Sono una visiva, principalmente. E non posso resistere a fotografare ogni dettaglio, consapevole che niente sarà comunque mai tanto spettacolare quanto quello che i miei occhi vedono. Perché guardo con il cuore, e nessuna immagine mi restituirà mai la meraviglia che mi suona dentro.
I miei pensieri vengono presto disturbati da una comitiva di spagnoli di Granada di età indefinita, caciaroni come solo gli spagnoli del sud sanno essere (e gli italiani fanno a gara).
Li ritroverò all’Albergo dei pellegrini nel pomeriggio, con la speranza (esaudita) che li distribuiscano in una camerata diversa dalla mia.
Passo passo arrivo, tra il solito su e giù, a Betanzos; trovo l’Albergue e mi metto in coda per l’apertura e la registrazione.

Nel frattempo gli spagnoli di Granada mi offrono noccioline, banane e un paio di brani cantati a cappella. All’apertura, prendo posto, doccia, riposino e poi i soliti due passi da turista con un occhio di riguardo alla cena. 

Betanzos é una bella cittadina, piena di arte e di storia, ma troppo “vivace” per me.  In fin dei conti, preferisco il silenzio del bosco e qui dove è tutto un tapas e bocadillos mi sento davvero fuori posto.

Penso a domani. Sarà tosta…la tappa più dura. Penso a domani. Ok…penso a stasera…a domani ci pensiamo domani.

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