“Romedio e Bruno: a piccoli passi lungo il Cammino Jacopeo d’Anaunia”

Ad una quarantina di km da Trento, salendo lungo la Val di Non, nascosto in mezzo al bosco e arroccato su uno sperone di roccia che lo porta in palmo come il figlio piú caro, c’è l’Eremo di San Romedio: suggestivo luogo di spiritualitá, di storie di plantigradi e di leggende.

Basilica dei SS Martiri Anauniensi

Parcheggiata l’auto a Sanzeno (TN) nei pressi della Basilica dei SS. Martiri Anauniensi – Sisino, Martirio e Alessandro – si sale verso il centro del paese fino alla fontana, e da qui a destra fino alla Chiesetta di Santa Maria. Oltrepassata la Chiesa, la strada si biforca: una scende a destra, e porterà le auto e i pullman fino all’Eremo, e una a sinistra, leggermente rialzata: da qui inizia il percorso pedonale.

Scelgo, com’è ovvio, la via più lenta, quella fatta di passi e pensieri, quella che, attraverso il bosco prima e il sentiero nella roccia poi, mi porterà dinanzi a San Romedio.

La passeggiata si apre sulla vallata di meleti e vigneti, costeggiando le ultime sparute case di Sanzeno, fino a lasciarsele alle spalle ed entrare nel bosco attraverso un sentiero pianeggiante e facilmente percorribile.

Il tratto scavato nella roccia, messo in sicurezza da una balaustra che corre lungo tutto lo strapiombo, è alquanto suggestivo e invita i piccoli camminatori ad un’avventura da raccontare: fatta di gallerie aperte, di panorami incantati, di pareti rocciose da scalare.

sentiero nella roccia

Lungo il percorso, la segnaletica ricorda, con la sua conchiglia gialla, che qui calpestiamo i passi del Cammino Jacopeo d’Anaunia, che su questi sentieri si arrampica da Sanzeno fino a San Romedio, mediante un percorso intero di 7 tappe e 170 km o di 3 tappe (60 km circa), se si sceglie la via più breve.

segnaletica del Cammino Jacopeo d’Anaunia

Tappe del Cammino Jacopeo d’Anaunia

La salita all’Eremo avviene nell’ultimo tratto lungo gradoni e cappelle della via Crucis, fino ad aprirsi dinanzi all’ingresso, dove i frati attendono i pellegrini e i turisti per porgere il loro benvenuto.

Sii per me la rupe che mi accoglie,

la cinta di riparo che mi salva”.

(Sl. 30,3b)

Eremo di San Romedio

Il silenzio è di dovere, varcando la soglia: un cartello richiama alla sacralità del luogo e invita al giusto raccoglimento.

Eremo di San Romedio, cortile interno

Entrati nel bel cortile, i gradini portano verso la Cappella di San Giorgio e la Cappella dell’Addolorata, e salendo ancora, tra pareti ricoperte di ex-voto, si incontrano la Chiesa di San Michele Arcangelo e infine la Chiesa di San Romedio, detta la Chiesa Grande, dove sono custodite le reliquie del Santo eremita.

interno Chiesa di San Romedio

L’ultimo tratto di scale porta alla zona dello strapiombo, che si apre sul dirupo sottostante con un salto di 99 mt.

sperone di roccia che si affaccia sullo strapiombo

Vien da pensare alla costruzione di quest’edificio, in tutta la sua estensione e soprattutto in questo luogo così inaccessibile. Le mani dell’uomo possono opere a volte fuori da ogni lineare razionalità. Quest’eremo aggrappato alla rupe, sa di incredibile equilibrio.

All’esterno dell’eremo, scendendo sul lato sinistro, c’è la zona di Bruno, l’orso.

Si narra che, nel 1958, alcuni ragazzi, impietositi dalla sorte che sarebbe toccata ad un orso cieco destinato al macello, convinsero il conte Gallarati Scotti, promotore di un’associazione per la tutela dell’orso bruno nelle Alpi, a comprarlo e destinarlo allo zoo di Milano.

In città l’animale però soffriva per il gran caldo, e il conte decise di portarlo al Santuario, dopo aver convinto i frati custodi ad accoglierlo, in nome della tradizione che raffigurava sempre San Romedio con un orso accanto.

Nei decenni, a quel primo orso ne sono succeduti altri; San Romedio è per loro diventato una specie di casa di riposo per orsi, dove trascorrere in tranquillità e in ambiente boscoso gli ultimi anni di vita.

Suggestivo l’Eremo, bella la storia di Bruno.

Con passo lento scendiamo verso il sentiero che ci riporterà a Sanzeno, ripercorrendo la strada nella roccia e il bosco in tutta la sua bellezza.

L’Eremo è aperto tutti i giorni dell’anno dalle 9 alle 17:30 (estate 8:30-18:30); é possibile per chi lo desidera, soggiornare nella foresteria (fino ad un massimo di 7 giorni) per un’esperienza di silenzio, solitudine e preghiera.

Info: 

http://www.sanromedio.org

http://www.santiagoanaunia.it

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