Sentiero delle Cascate_ Monticelli Brusati (Brescia)

Da tempo desideravo percorrere questo sentiero, a due passi da casa; come sempre succede, si vola agli antipodi terrestri e ci si dimentica delle bellezze fuori porta.

Oggi quindi, in compagnia di Alberto, decidiamo per questa metà. 

Lasciata l’automobile a Monticelli Brusati, in uno dei 4 parcheggi dedicati al sentiero delle Cascate, risaliamo lungo la strada fino ad imboccare lo sterrato che ci porterà all’interno della Valle di Gaina e da lì a risalire il corso del torrente omonimo.

Al bivio che indica i tracciati di diversa difficoltà, basta uno sguardo e siamo d’accordo per quello per esperti: attrezzato con scale e catene…wow!

Sia questo, che la variante più semplice (variante A), sono segnati da colore rosa e bianco e, dove possibile, da cartelli con SC. Purtroppo la segnaletica non è sempre ben chiara, ma, soprattutto nella variante per esperti, la logica aiuta (bisogna risalire il corso del torrente), e l’impossibilità di inventarsi altri percorsi guida verso la direzione giusta.

Ad ogni passo si aprono davanti a noi scenari meravigliosi, cascatelle che non ti aspetti; il bosco è fitto e mantiene, nonostante le calde giornate, la sua umidità ristoratrice; i profumi e i colori sono uno spettacolo. Un piccolo-grande regalo che la Natura anche oggi ci fa.

Il sentiero per esperti si rivela in alcuni tratti impegnativo, ma è messo in sicurezza ed è sufficiente un po’ di attenzione e una dose di coraggio, soprattutto per noi che sfidiamo ogni volta il senso di vertigine, che ci vuole rendere schiavi…ma non ci avrà! 

Dopo la prima cascata, si incontra la prima scala di ferro, si entra nella forra, dove si attraversa il torrente più volte, e si sale alternativamente percorrendo la destra o la sinistra orografica a seconda dell’agibilità del terreno. 

Ci si aiuta con catene e staffe; l’acqua rende le pietre scivolose e le nostre scarpe da trekking perdono un po’ di grip. Qui ancor più vale tutto il senso di questo blog: procedere A Passo Lento.

Si va, gustando ogni piccolo metro conquistato e gioendone.

Alla fine del sentiero, uscendo dal bosco, si arriva ad una piccola radura attrezzata dove è d’obbligo la pausa spuntino.

Scambiamo due parole con altri escursionisti e ci intratteniamo con un ragazzo del posto, arrivato qui con i suoi due pastori maremmani: Tobia e Grey, Titì e Marena, nel senso che, com’è modo di dire tipicamente bresciano, sono sempre insieme come “pane e burro”.

Ci racconta di quando, da bambino, veniva a fare il bagno nel torrente, e di come conosce ogni angolo di questo paradiso, che cambia di giorno in giorno, a seconda del tempo. Ci spiega che ogni pioggia crea modifiche anche vistose del percorso, e per questo motivo è difficile mantenere la segnaletica perfettamente aggiornata.

L’acqua scava e apre pietre, all’interno delle quali, con il tempo, crescono alberi che spostano il corso del torrente stesso.

Riprendiamo il cammino di rientro, per la variante B che lungo un percorso ad anello ci riporta verso il punto di partenza.

Il tragitto percorso si copre in poche ore, sono 6-7 km a seconda delle varianti scelte, ma merita davvero una mezza giorata di cammino.

Quasi sul limitar del bosco, un terrazzamento ci chiama per la pausa pranzo; un enorme gelso ci regala la sua ombra. E una scorpacciata di more bianche di gelso mi lascia in bocca il sapore dei tempi andati, di piccole manine e grandi cuori puri. Che bella giornata!

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