Tappa 11_Cammino Portoghese: “Il grande Paolo…con quella faccia un po’ così”

Riparto dal Monastero di Poio, dopo aver consumato il pequeño desayuno messo a disposizione dall’albergo.

La prima ora è tutta in discesa, verso la baia di Combarro, un grazioso paesino di pescatori, che merita una visita, pieno di hórreos e cruzeiros.

Mi concedo, con tutta calma, una seconda colazione presso la caffetteria Xeito, sapendo che poi fino ad Armenteira non troverò più nulla.

Svolto l’angolo e inizia la salita, che mi farà compagnia per parecchie ore, sia su asfalto che su sterrato, in gran parte in mezzo ai boschi. La tappa di oggi mi richiama alla memoria il mio cammino inglese dello scorso anno…tanta solitudine, eucalipti, felci a volontà…bellissimo.

Ripenso a quanti passi ho messo in questo “quasi anno” di Cammino; quanto bene mi ha fatto portare in giro il mio dolore, quanto la solitudine mi abbia permesso di ascoltarmi e di abbracciarmi, quanta volontà di comprendere e perdonare io abbia tenacemente perseguito in questi ultimi anni di vita. Il Cammino è stato per me l’amico fidato, il confidente, la spalla su cui piangere, l’abbraccio al momento giusto, il silenzio necessario. Ogni passo è stato momento di crescita, talora sofferta, talaltra gioiosa. Continuerò su questa strada. Un passo dopo l’altro.

“Oh, quanta strada nei miei sandali, quanta ne avrà fatta Bartali, quel naso triste come una salita, quegli occhi allegri da italiano in gita…”

Canticchio felice, emulando il grande Paolo Conte, che oggi mi fa da colonna sonora.

Anche oggi cammino sola, non incontro nessuno, ma so che dietro di me in arrivo da Pontevedra ci sono alcune pellegrine italiane. Laura arriverà, non la conosco ma ci siamo scritte, sapendoci sullo stesso percorso negli stessi giorni. Le lascio un messaggio di saluto e di incoraggiamento sullo sterrato.

Le pendenze si fanno via via più impegnative, fino a raggiungere una terrazza in legno dove mi fermo ad ammirare il panorama: si vede tutta la baia fino a Pontevedra.

Arrivo sulla cima dell’Alto do Busto, punto di massimo dislivello di oggi e di tutto il Cammino Portoghese residuo; ormai il più è fatto. La vegetazione si dirada, ma oggi il sole non dà così fastidio per la presenza del bosco e di un venticello piacevole che smorzano un po’ la temperatura.

Si alternano saliscendi nel bosco, più o meno esposti, fino a che, passata la sommità, la vegetazione torna a farsi più rigogliosa.

Imbocco un sentiero in discesa, la Ruta do Rio San Martiño, molto stretto e molto in pendenza, che costeggiando il ruscello mi porta fino al Monastero di Armenteira.

Il Monastero de Santa María da Armenteira, dell’ordine cistercense, fu fondato nel 1168. Ne approfitto per visitarlo: dopo aver nutrito il corpo, provvedo a nutrire lo spirito.

Scendo all’Albergue Municipal, dove poco dopo mi raggiunge Laura. Presentazioni ufficiali, prendiamo posto in una zona un po’ defilata del dormitorio, i soliti rituali del pellegrino e ci prepariamo per la cena.

Anche questa è fatta. Grande tappa!

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