Tappa 10_Cammino Portoghese: “Miss Piggy e il Muppet Show”

Ne “Le notti bianche”, Dostoevskij narra le vicende della giovane e insonne Nasten’ka e di un sognatore disadattato: per quattro notti si incontrano per strada e si raccontano al chiaro della luce notturna di San Pietroburgo.
Delicato, poetico, malinconico. Con quell’aura di tristezza e disincanto tipici di Dostoevskij.

Lo lessi anni fa e mi è viene in mente stanotte, mentre giro errabonda nell’Albergue, alla ricerca di un giaciglio.

Faccio un passo indietro. Rewind.

La corpulenta vicina di letto, assai simile nell’aspetto a Miss Piggy del Muppet Show, che ritrovai ieri sera in pieno delirio sonoro, ha dato il meglio di sé nella fascia oraria da…da quando si è adagiata come piuma leggera sul materasso fino ad ora e per sempre, amen.

A nulla sono valsi i tappi di cera rinforzati, nemmeno la musica in cuffia è riuscita a sovrastare i rumori disumani che provengono dal suo corpo. Oltre ogni limite di tolleranza, soprattutto di notte quando null’altro suono si percepisce.

Raccolgo coperta e cuscino sottobraccio e mi trasferisco sul divano del soggiorno, che, grazieaDio, C’È, come in ogni casa che si rispetti.

Riesco a sentirla pure con due stanze di mezzo!

Arriva il sorvegliante, e mi chiede conto del mio essere qui. Me lo chiede perché deve. Già da solo capisce e mi mostra tutta la sua comprensione.

Sono le 2 e 53 minuti, ho un rumore che raggiunge il picco dei 72 decibel (anche se la percezione soggettiva é più vicina al decollo dello Space Shuttle), tra 3 ore ho la sveglia e almeno 25-30 km ad aspettarmi.

Non mi resta che attendere le prime luci per partire.

Verso le 6 inizio a sentir muovere i primi pellegrini e mi preparo a lasciare il soggiorno per un nuovo trasloco di letto. Torno alla base, accanto all’impastatrice Piggy in piena attività, che procede imperterrita con il suo sonoro…ohibó!

Tira certi ronfi con quella tromba di naso, che ne trema la casa! 

(Luigi Pirandello)

Il ronfo degli 82 decibel mi invita ad alzarmi. Elegantemente.

Inizio io stessa a preparare lo zaino, stavolta senza alcun riguardo né attenzioni a non far rumore.

Prima di uscire, incrocio Miss Piggy in cucina che spalma burro di arachidi su fettazze di pane. No comment. 

Esco da Arcade costeggiando la baia e arrivo a Pontesampaio attraverso l’omonimo ponte che nel 1809, durante la Guerra d’Indipendenza, fu scenario di un’importante battaglia di resistenza nei confronti delle truppe napoleoniche.

La salita inizia subito ad essere faticosa, su un sentiero pietroso in mezzo al bosco.

Uscita dal bosco mi trovo a passare davanti alla Cappella di Santa Marta: chiusa. Mi fermo per rifocillarmi e, quando sono in assetto di partenza, sbuca dall’angolo una signora con le chiavi, farfuglia due frasi che sembrano scuse, ed apre il portoncino. 

Procedo sempre dritta lungo l’asfalto e arrivo a Pontevedra, dove nuovamente reincontro Paolo che credevo già un bel pezzo avanti a me. Lo davo “per perso” e invece eccolo qui! Con piacere condividiamo una seconda colazione e le ultime poche centinaia di metri per arrivare all’Albergue Municipal di Pontevedra, dove lui si fermerà. Ci salutiamo caldamente, Amici di cammino per sempre. Chissà…forse ci rivedremo a Santiago. Così anche con Ingrid e con le due ragazze tedesche, le tre signore napoletane…chissà…San Giacomo ci mette sulla strada le persone giuste per noi, in quel preciso istante. Quindi nulla e nessuno è mai davvero perso.

Io proseguo: la mia meta, oggi ambiziosa, è arrivare al Monastero di Poio, lungo la Variante Espiritual che da Pontevedra sale ad Armenteira. Detto bene: sale. E sale parecchio. Si scrive e si dice che la Variante Espiritual sia molto bella. Si omette di dire che è anche duretta. 

Salutato Paolo, prendo dunque il cammino che attraversa Pontevedra e mi porterà verso nord. Ogni volta che entro in una città di discrete dimensioni come questa, l’unica cosa che desidero fare è uscirne al più presto.

A parte la Igreja de la Vergin Peregrina, patrona di tutto il Cammino Portoghese, e qualche piazza che attraverso, Pontevedra non mi resta nel cuore.

Dopo circa un ora che cammino in uscita da Pontevedra, arrivo al bivio: a destra prosegue il Cammino Portoghese Centrale, verso Caldas de Réis, a sinistra invece inizia la Variante Espiritual, con la sua segnaletica.

Si sale, si sale, si sale. A tratti facendosi largo in mezzo a felci alte quasi un metro, su sentieri battuti solo dai piedi di chi mi ha preceduta. Sono sola oggi, per tutta la tappa non incontro nessuno. È una di quelle tratte in cui mi capita di pensare che se mi dovesse succedere qualcosa, mi troverebbero forse il giorno dopo. Forse.

Sbuco su una strada asfaltata, prossima alla Igreja de San Pedro de Campaño e poco più avanti nel piccolo centro, in una piazzetta, mi fermo a riposare ed a massaggiare i miei piedi doloranti.

Riguadagno il cammino, tra boschi e brevi tratti di raccordo asfaltato, e vedo finalmente in lontananza il Monastero.

Stasera mi fermo qui, esausta. Un gran caldo, camminare sotto il sole stanca molto, i due tratti in salita della giornata mi hanno provata.

Mi butto sul letto e, per la prima volta da quando sono sul Cammino Portoghese, regalo a Morfeo un paio d’ore del mio pomeriggio.

Visita del Monastero, cena e si torna a dormire. Ho un po’ di arretrati. Qui nessun roncadores. Finalmente camera singola e il silenzio di un luogo fatto per ritemprare corpo e spirito.

Anche per oggi, buenas noches.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: