Tappa 8_Cammino Portoghese: “Adiós Portugal, Bienvenida España!”

Dopo una notte travagliata, caratterizzata dal Concerto Grosso in Do min per oboi, trombe e tamburi, mi tuffo in un café con leche e, di nuovo insieme a Paolo, mi rimetto in cammino. Pioviggina o forse é solo la tanta umidità dell’aria.

Oggi si passa il confine; fa uno strano effetto fermarsi a metà sul ponte coperto che unisce Portogallo e Spagna: con un passo sei di qua, e con l’altro di là.

Prendo coraggio e vado; mi lascio il Portogallo alle spalle e saluto la Spagna che, con la cittadina di Tui e la sua Cattedrale fortificata, mi accoglie ancora sonnacchiosa. Cambia anche il fuso orario, e nel giro di un secondo, soltanto oltrepassando il confine, mi sono giocata un’ora intera.

Appena usciti da Tui, entriamo nell’area naturalistica di Gandaras de Budiño, che ci farà compagnia per parecchi km.

Paesaggi bellissimi, e d’improvviso dal nulla compare un chiringuito dove compro una banana e mi riposo.

Siamo a poca distanza da O Porriño, ma il piede inizia a darmi noia e il caldo afoso pure; rallento il passo e resto indietro. Paolo prosegue, con l’idea di rivedersi poi a fine tappa a Mos.

Cammino per qualche ora in solitudine, dimensione che apprezzo sempre. Ogni tanto ci vuole il giusto distacco, anche se in verità qui sul Cammino ognuno procede con il passo che gli è più congeniale, senza far sentire in obbligo nessuno. C’è molto rispetto, anche in questo, dei propri spazi e ritmi.

La variante di Orbenille, che percorro per evitare la zona industriale di O Porriño, è una splendida parentesi di verde e torrenti.

Costeggio infine il fiume Louro, lungo un camminamento meravigliosamente riqualificato da alcuni anni, e a fatica arrivo all’Albergue della Xunta di O Porriño.

Valuto le mie forze e decido che per oggi mi fermo qua. Mi dispiace perdere Paolo, che in un modo o nell’altro troverò la maniera di avvisare, ma sono stanca e davvero provata.

Poso lo zaino davanti all’ingresso, in attesa che apra l’Albergue, e mi accingo ad inviare un messaggio a Paolo tramite amicizie comuni. Quando…lo vedo sbucare dal bosco! Anche lui ha fatto lo stesso pensiero! Anche lui stanco per i km di oggi e soprattutto per il tasso di umidità elevato.

Ancora una volta ci troviamo a fare i turisti e a brindare con una birra in mano, stavolta una spagnola, e diamo soddisfazione alla cuciniera presso cui divoriamo la cena.

Finalmente i pimientos de Padrón! É dall’anno scorso che me li sognavo! Li divoro, insieme a mezzo pollo, riso, patate, e una mattonella di torta al formaggio.

Rotolo verso l’Albergue. Rotolo a lavarmi i denti. Rotolo a letto.

Buonanotte…roncadores permettendo…ahimè!

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