Tappa 7_Cammino Portoghese: “Quel ponte sul fiume…Minho”

Sveglia presto nel nido del pellegrino e colazione: suonano i rintocchi della vicina chiesa, alle 7 sono già in cammino.

Il paesaggio è rurale e boschivo per gran parte della giornata, almeno fino alle porte di Valença do Minho, destinazione della giornata.

Lungo il percorso incontro Paolo, di Trieste, e Ingrid…e molti altri pellegrini che seguono la mia stessa suddivisione delle tappe; oggi cammino con Paolo e abbiamo un bel po’ da raccontarci: il tragitto lo permette, non ci sono grandi dislivelli da togliere il fiato, quindi andiamo via tranquilli.

Si attraversano torrenti su antichi ponti romani, campagna, ancora boschi di eucalipti, vigneti, qualche manciata di case a far paese.

Sotto di noi sempre la strada antica romana XIX: quanti hanno calpestato questa via nei secoli!

Superiamo Fontoura, nella cui Chiesa di São Miguel si narra avesse dormito Santa Isabella II d’Aragona, regina del Portogallo, in uno dei suoi due pellegrinaggi verso Santiago. Santa Isabella Regina, patrona di Coimbra, è, dopo Sant’Antonio, la figura maggiormente venerata in Portogallo, e le sue gesta e le sue peregrinazioni vengono narrate tra storia e leggenda. Anche qui a Fontoura.

Tra ponti romani e boschetti, tra chiesette e cruzeiros, arriviamo all’inizio di Arão, dove ci fermiamo per una pausa sotto il pergolato di una churrascaria chiusa.

Ad Arão, superata la Cappella do Senhor do Bonfim, procediamo verso Valença che sembra sempre ad un attimo. I km rimanenti da percorrere invece si fanno sentire: oggi il clima è afoso e l’avvicinamento al centro città è lungo una lingua di asfalto che nulla ha di bucolico e rilassante.

Arriviamo all’Albergue Municipal di São Teotónio, dal nome del primo Santo Portoghese, e che fatichiamo a vedere pur avendolo davanti al naso (la stanchezza moltiplicata per due, appanna la vista ad entrambi…e ci ridiamo su), posiamo gli zaini, birretra d’ordinanza e attendiamo l’apertura.

La sistemazione di oggi è piuttosto spartana: camerate da 30 letti, con 2 servizi, 4 lavandini e 2 docce miste. Insomma…niente di particolarmente allettante. Ma paghiamo pegno per non aver voluto oltrepassare oggi il confine con la Spagna.

La maggior parte dei pellegrini prosegue per i 2 km di collegamento tra Valença do Minho (Portugal) e Tui (España), ma Paolo e io siamo concordi nel non essere ancora pronti a lasciare l’amato Portogallo.

Si rivela la scelta migliore quando, dopo un momento di riposo, decidiamo di andare alla scoperta della città fortificata di Valença: oggi c’è pure il tempo di fare i turisti. Dismettiamo i panni dei pellegrini e ci inoltriamo lungo le viuzze. Davvero una cittadina interessante, con un Museo do Bombeiro che merita una visita.

Consumiamo la cena del pellegrino in un ristorante vicino all’Albergue: il gestore, gentilissimo, essendoci presentati troppo presto, ci chiede di tornare più tardi e ci preparerà ciò che più ci aggrada.

Oltre all’immancabile “sopa”, Paolo decide per sardine e patate e io scelgo le moelas cibo tipico portoghese, assolutamente gustoso, a base di ventriglia di pollo. Una leccornia come poche.

Quel mangiare “povero”, legato alle tradizioni, che piace tanto a me.

Pensare di lasciare il Portogallo mi mette già una punta di malinconia, ma bisogna pur proseguire e i confini da attraversare sono sempre salti necessari; domani si va…alla conquista della Spagna, laggiù in fondo: “oltre il ponte, miei prodi!”.

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