Antica Strada Valeriana: il lago d’Iseo tra acqua e terra.

Una mattina di fine aprile, succede che pianifichi un’uscita in solitaria e poi inaspettatamente il Gestore delle tue Pagine di vita ti riorganizza la giornata e ci si ritrova in tre. L’amica dei “10 anni di chiacchiere-pianti-grandirisate-emoltoaltro” e l’amica “nuova” che gli ultimi passi hanno portato a te: e nessuno arriva mai per caso nelle nostre esistenze. A volte a stravolgere, altre ad arricchire. Qui siamo in una cornice di grande ricchezza interiore per ciascuna di noi, l’un l’altra.
I Tre Moschettieri in versione Ladies.

Aria frizzante, occhi assonnati, grandi sorrisi: gli ingredienti ci sono tutti e si parte lungo la Strada Antica Valeriana, da Pilzone d’Iseo, sospese tra acqua e monte.
Mèta: Pisogne.
Obiettivo: gustarsi ogni passo e alleggerire i pensieri.

Salutiamo il lago d’Iseo, che oggi promette un incanto di azzurro e di sole, ed iniziamo a seguire il tracciato con la V gialla e marrone.

Ci aspettano 25 km, che si sviluppano inizialmente a mezza costa, salendo su un terrazzo che apre la vista sul Lago, e poi via via verso l’interno per ridiscendere infine verso Pisogne.

Il panorama ci coccola e ci regala momenti di estasi.

Procediamo a buon passo, con la voglia di raccontarci e di scoprirci.
Le chiacchiere tra Donne (quelle con la D maiuscola), sono i doni piú preziosi che la vita possa riservare. Mi sento amica, sorella, ora madre, ora figlia, mi sento me stessa e subito dopo altro da me, in un sincero gioco di ruoli che apre il cuore senza riserve.
Raccontarsi in mezzo a tanta bellezza della natura fa sembrare tutto piu lieve, anche i problemi del quotidiano, che peraltro oggi abbiamo deliberatamente lasciato a casa.
Il primo tratto del cammino é un percorso molto semplice, pianeggiante, cementato e percorribile da chiunque anche con passeggini o carrozzine: la classica “due passi della domenica in famiglia”. Attorno una danza di castagni, ulivi, roveri, carpini e noccioli, vigneti, e i tanti profumi della natura che si risveglia da una notte umida.
Il sentiero alterna sterrato a ciottolati, silenzi e racconti, incontri e solitudini, paesini di pietra, chiesette di rara bellezza. Il lago lí sotto la fa da padrone, e noi gli affidiamo volentieri il potere di rendere questa giornata indimenticabile.

Attraversiamo Gazzane (frazione di Sulzano) con la Chiesetta di San Fermo (protettore dei contadini), e arriviamo a Tassano un bellissimo borgo dal sapore medioevale.
I paesi si susseguono: pugnetti di case in pietra per lo piú, sembrano tutti ancora addormentati. Tassano, Maspiano, Gandizzano…invitano alle rime bucoliche: zaino in spalla e andiamo.

Superato il torrente Mesagolo, entriamo in Maspiano e visitiamo la chiesa di San Giacomo Maggiore (del XVII sec.), con la piazzetta antistante e la bella fontana dai tre zampilli. E come non sentire il richiamo di Santiago anche qui?!

Superato il borgo di Dosso (frazione posta in posizione panoramica alle spalle di Sale Marasino), ci avviamo nel verde verso Distone e Massenzano: i profumi del bosco ci accompagnano. Una meraviglia.
A Pregasso deviamo leggermente dal percorso per salire all’Eremo e alla Chiesa di San Pietro in Vinculis, percorriamo la scalinata della via crucis e giunti sul sagrato ci si apre lo scenario forse piú bello di tutta la Valeriana. Ognuna di noi trova il suo spazio, il suo momento di necessaria solitudine; quel momento in cui di fronte alla bellezza del mondo non puoi fare altro che sentire profonda gratitudine. E sono questi i momenti in cui sembra che la testa si vuoti: nessun pensiero, solo un riempire gli occhi.

Pausa pranzo, e si riparte su asfalto per un tratto che sottopassa anche la tangenziale. Qui torna prepotente la mano dell’uomo, e crea un attimo di frattura nella nostra immersione nella natura.

Fortunatamente ce ne dimentichiamo in fretta, arriviamo a Colpiano e poi, attraversando la strada, ci arrampichiamo su un sentiero che parte stretto e che alterna gradini e tratti di mulattiera.

Di fronte a noi si mostrano all’improvviso le Piramidi di Zone, conosciute anche come camini delle fate. Uno spettacolo che mi ricorda, in piccolo, la Cappadocia e mi riporta con il pensiero ad un viaggio in una terra magica dove i dervisci danzanti roteano, non si sa se seguendo la musica esterna o il loro suono interiore. Ma quella é un’altra storia…
Torniamo con la testa alle Piramidi e ci lasciamo stupire da questo incredibile gioco di equilibri, da questi cappelli sospesi, risultato dei fenomeni di erosione del terreno morenico da parte delle acque meteoriche.

A Cislano, la Chiesa di San Giorgio, del 1400, é aperta per questi giorni di inaugurazione dopo gli ultimi lavori di restauro: una piccola perla da non perdere.

Chiesa di San Giorgio, Cislano

Riprendiamo il cammino e in breve raggiungiamo l’abitato di Zone, da cui iniziamo a salire lungo un largo sterrato nel bosco che ci porterá alla Chiesetta della Madonna del Disgiolo, edificata nel 1700 a ringraziamento della beata Vergine Maria per il salvataggio di un contadino passato in quel punto con il suo carro trainato dai buoi e miracolosamente scampato al crollo di un grosso masso.

Chiesa della Madonna del Disgiolo

Passiamo nel sito paleontologico delle orme degli arcosauri del Triassico e un dinosauro appeso in parete ci fa l’occhiolino.

L’arrivo alla Croce di Zone, il punto piú alto del cammino con i suoi 903 mt, é troppo affollato per i miei gusti da orsa solitaria. Un gruppo numeroso di ragazzi e adulti fa capannello e si prepara per un qualche momento di convivialitá troppo rumorosa per il luogo. Passo oltre.

Il sentiero inizia ora a scendere, dapprima dolcemente e poi con pendenze via via piú accentuate. É quella che si chiama, a ragione, discesa spaccaginocchia, e fino a Pisogne sará cosí. Il paesaggio boschivo ripaga della fatica, come sempre la natura sa fare di fronte ad un sacrificio che ci chiede.

La discesa é davvero faticosa, i menischi cigolano e le gambe fanno “GiacomoGiacomo”.
Quando iniziamo a rivedere il lago, Pisogne sembra ancora cosí lontana.

Abbiamo 9 ore di cammino nelle gambe e sulle spalle, ma arriviamo in centro e alla stazione dei treni di Pisogne con il sorriso.

Il treno, pieno di camminatori e ciclisti, ci riporta a Pilzone d’Iseo, dove abbiamo lasciato l’auto.
La sensazione bellissima di un cammino che ha chiesto tanto, ma restituito di piú.
Mi guardo in giro e vedo solo occhi felici. Stanchi, ma felici.
La magia del cammino…anche qui.

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